mercoledì 1 febbraio 2012

Buon Compleanno Radio Deejay!!!


Alla Radio che ha lanciato la rivoluzione culturale degli anni 80, che  ci ha fatto ballare e ridere nei 90 e ci sta tanto parlando negli anni 00, i migliori auguri di poter accompagnare le nuove generazioni e di farle crescere bene come ha fatto con noi.
E poi diciamolo che con La Pina e Diego in primis, Fabio Volo a seguire e Platinette per chiudere guarda con molta attenzione alla realtà LGBT italiana.... nonostante Linus che fa il machetto....

AUGURI DEEJAY!!!


martedì 31 gennaio 2012

domenica 22 gennaio 2012

Un Grandioso Tizianuccio Ferro parla della sua omosessualità ospite dalla Dandini





E vale più di migliaia di politicanti omosessuali!!


Onorato di essere tuo concittadino!!

lunedì 16 gennaio 2012

Anche Manuela Zanier, l'algida pontina protagonista di XFactor 2010 ha rischiato la vita sulla Costa Concordia


A bordo della nave affondata davanti all'isola del Giglio venerdì sera, c’era anche la cantante e attrice Latinense Manuela Zanier che ricordiamo per la sua partecipazione a Sanremo nel 2003 con «Amami», al teatro per Tosca e la Divina Commedia, in tv per Distretto di Polizia e soprattutto per XFactor 4 nella squadra di Elio.
Successivamente aveva firmato un contratto con Costa Crociere, per cantare sulla nave. 
«E’ stravolta e si salvata da sola» racconta la sorella Sara che ieri su Twitter ha postato un messaggio a mezzogiorno: «Notte di terrore nave incagliata in barca veloce acqua, niente soccorsi il buio e le urla, Titanic...mia sorella a bordo grazie a Dio è salva». 
Ieri Manuela Zanier dopo essere tornata a casa ha cercato di riposarsi. «L’ho sentita e mi ha detto che è stato il panico racconta la sorella Sara, c’era gente che schiacciava altra gente, molti si buttavano in acqua ed era buio, è stato un disastro....» 
Per chi non avesse ancora capito di chi stiamo parlando ecco un promemoria:

giovedì 5 gennaio 2012

Le Prostitute del Teatro sbarcano a Latina: il 6 e 7 gennaio "Dignità Autonome di Prostituzione" invaderà il teatro D'Annunzio.


Quel gran genio di Luciano Melchionna, altro famoso conterraneo pontino già regista cinematografico di "GAS" e "CE N'E' x TUTTI", torna a Latina e porta nel principale teatro della città uno dei suoi più grandi successi, con il quale è ininterrottamente in tournée da alcuni anni: DIGNITA' AUTONOME DI PROSTITUZIONE!
Uno spettacolo esplosivo che strizza l'occhio al mondo Queer con un  trionfo di goliardia e di stravaganza, calando lo spettatore in un vortice di emozioni, in un evento interminabile dove si viene coinvolti direttamente.


Avete presente una Mega Party? 


Dignità è molto di più! Vi trascinerà nel vortice delle emozioni di una piece teatrale, ma mentre vi state divertendo ad una festa


Ci si trova in una fila gigantesca, davanti a un bordello degno dei fasti di Pigalle, con tanto di donne succinte in vetrina. 
Dopo una lunga attesa si aprono le porte del tempio del piacere, e il pubblico è trasportato in una dimensione assurda, un’atmosfera che oscilla tra burlesquegrand guignol, ispirazioni espressioniste weimeriane, circo, concerto, cabaret.
 Troppe cose? Forse, ma Dignità autonome è tutto sotto il segno dell’eccesso, del superamento del limite, perché solo così ci si apre all’imprevedibile. La sala è invasa da effetti pirotecnici, fumo e luci rosse, sedili divelti e corpi abbandonati in giro. 

Si passa quindi alla seconda fase dello show: con i dollari finti consegnatici all’ingresso è possibile trattare il prezzo con le varie “prostitute” e “prostituti” della casa chiusa, e decidere a quale “pillola teatrale” assistere. 
Gli attori sono molti, tutti di prim’ordine, la maggior parte giovani; i loro monologhi sono sketch comici o racconti ispirati al dolore, alla prostituzione, alla precarietà della vita, all’Italia di oggi.
Per assistere alle esibizioni, lo spettatore si sposta da un punto all’altro del teatro, accompagnato da Wanda, lamaîtresse, che urla come impazzita rivolgendosi ai turisti.
Una bolgia d’altri tempi, insomma, dove il teatro scompare, esce da se stesso e invade ogni cosa.

UN'ESPERIENZA IRRIPETIBILE!!!!!!

sabato 31 dicembre 2011

L'inedito più bello di XFactor 5 è Cuore Scoppiato di Antonella Lo CoCo

Flash Required

Flash is required to view this media.

Download Here.


FIGHISSIMA!!!



Ah! Quasi dimenticavo......

BUON 2012!!!!

mercoledì 28 dicembre 2011

Quel che resta degli Aram Quartet.... Antonio Maggio "Nonostante Tutto"

C'eravamo tanto entusiasmati alla prima edizione di XFactorquando ancora Morgan era cerebralmente presente, la Ventura ancora di carne e Facchinetti un ragazzetto umile, con gli Aram Quartet, un gruppo che, con le loro matite nere agli occhi ci avevano fatto credere che sarebbero diventati i nuovi Queen, ed invece sono finiti come il Gruppo Italiano senza aver fatto ne Tropicana ne Anni Ruggenti.... mah... discografici inetti che li hanno bruciati o scarsa personalità artistica?!
Comunque si sono sciolti.
Ecco ora riapparire il bello della situazione Antonio Maggio che ci riprova da solista con un pezzo simpatichello: 
Nonostante Tutto 


A me ricorda un po' Celentano di Storia D'Amore, a voi?


venerdì 23 dicembre 2011

Travolgente Paolo Poli : “PAPA RATZINGER? LA PAPESSA! E POI È ANCHE BRUTTINA. LA WOITYLA PIACEVA DI PIÙ”


Intervista di Malcom Pagani per Il Fatto

La teoria dei pompieri non gli incendia più il cuore. "Molti anni fa, per capire se uno spettacolo andava bene, osservavo i vigili del fuoco. Se seguivano attentamente anche loro, era un trionfo. Oggi i pompieri sbadigliano e le uniche a omaggiarmi sono le maschere in gonnella. Mi basta uno sciatto ‘come sei bella' e le conquisto. Le donne adorano i froci. Si accorgono se ti sei fatta una permanente, se hai cambiato un vestito. Il macho vero invece non vede nulla. Tromba e basta".
A 83 anni, Paolo Poli non ha cambiato idea. Continua a travestirsi sul palco senza cambiare d'abito, demolendo in versi appartenenze e solennità: "Se mi definiscono attore colto, li fulmino: ‘meglio ballerina' e in quanto alle signore toscane che mi abbracciano cinguettando ‘Poli, Sono di Firenze anch'io' sono solito raffreddarne gli ardori: ‘Non c'è ragione di eccitarsi care, Nureyev è nato sulla Transiberiana'".
Anche se ogni cosa è cambiata, Poli si trucca e riempie ancora il palco per specchiarsi: "Soprattutto in provincia, dove mi avventuro da pidocchio in cerca di sangue da succhiare, respiro disinteresse e gente che non ha la minima idea di chi sia. L'unica ricompensa è strappare un sorriso. È come farlo venire duro a chi aveva deciso di non togliersi le mutande. E a volte, per fortuna, accade ancora". Con i testi della Ortese nella testa (l'ultima trovata si intitola ‘Il mare'), il falsetto e lo stupore, l'apolide Poli continua a viaggiare. Non teme il trapasso: "La morte è come la vita, ma non la cerco in scena".
Non è stanco? 
No, ma io vengo da un teatro diverso. Era l'epoca della ‘contessa manina' che abitava sopra al Quirinetta e scendeva due piani per accomodarsi in platea e masturbare i volenterosi o delle mie fughe nel loggione a baciarmi con i ragazzi. Una volta, in un palchetto, non ci accorgemmo dello specchio. Quando finimmo, capimmo che ci avevano visti tutti. Giovani e vecchi.

Dice sul serio? 
Altri tempi. 
Nove mesi l'anno da zingari in giro. I pasti saltati felicemente, l'emozione di Maria Callas che se la faceva sotto in scena.
Certo, ma quel goccio in più, nello spavento, viene a tutti. Maria era drammatica, intensa. L'ho conosciuta quando si chiamava Meneghini ed era grassa.
Carattere difficile. 
Come quello di chiunque ne abbia uno. Non meno di Anna Magnani che mi portava a cena e poi mi presentava il conto: "Mangia coglione, mangia. Che sei tutto pelle e ossa".

Palcoscenici e Rai. 
Chi le fece scoprire l'arte? 
Papà era carabiniere ma aveva fatto anche il cameriere. Conosceva il mondo e la diversità. Nel suo baule segreto aveva cinghie da uomo e scarpine da donna. Quando intuì la mia effeminatezza, non ebbe paura e si schierò: "Non vuoi fare educazione fisica? Ti farò esonerare". Così vennero musica e danza, recitazione e libertà.
La Rai di allora era come quella di oggi. Stessi compromessi. Medesime bassezze. ‘Paolo se non ingaggi l'attrice che tromba con il dirigente o l'affettuoso amico del ministro Emilio Colombo, non si va in onda'.
Lavorò con Sandra Mondaini. E lei? 
Me ne fregavo o mi adeguavo, sempre senza prendermi troppo sul serio. Gli autori edulcoravano i testi e mondavano le mie canzoni. ‘Poi per cena/ chiede appena/ di banana un bocconcin'. Se toglievi mezza strofa anche l'eversione diventava inutile.
Le andava bene ogni cosa e qualsiasi padrone. Suo marito Raimondo, bravo attore, era un reazionario spaventoso. Dovetti smettere di frequentarli.
Vianello la disprezzava? 
Forse, ma non mi importava. Mai sognata l'approvazione planetaria. L'indifferenza degli altri era una medaglia. Una volta incontrai Alberto Sordi. Sentii di fargli schifo. Mi diede la mano morbida, guardando sempre dall'altra parte. Della Pagnani, che molto lo aiutò, amava dire: ‘è solo una vecchia'. Un vero ingrato.
È vero che ha pessimi rapporti con Arbasino? 
Falsissimo. Lo adoro. Forse mi sfuggì che era un ex balbuziente correttosi in corsa e che non era adatto a fare il presentatore in tv come Fabio Volo.
Paolo PoliLe piace? 
È un belloccio, ma sembra il trionfo dell'imbecillità. Sa che le dico? Bisogna augurarsi di non avere successo. Ho letto un suo atroce romanzetto dove c'è una che si fa i ditalini. Lasciamo perdere. E poi quell'altro, come si chiama? Baricco, ecco.
Con Arbasino ha in comune la definizione di matrimonio gay. Non le piace? 
Dio ci protegga, letterariamente è una testa di cazzo. Ha presente la grandezza di Fratelli d'Italia di Arbasino? Così quando mi chiedono cosa leggo dico sempre Balzac. Non si sbaglia mai, anche nei più brutti c'è sempre un lampo.
Gay è una parola orrenda. La storia non sopporta salti, ma noi dicevamo le donnine allegre o le orizzontali di lusso ed era meglio. Il mio pubblico rideva per le allusioni, bastava dire ‘manubrio' e capivano tutti. Oggi se non dici ‘cazzo' non capisce nessuno. E riguardo alle unioni legali tra uomini, come dice Arbasino, sono questioni da notai.
Oggi si sente solo? Pasolini lo conobbe? 
Andavo a cena con lui e Moravia. Parlavano di illuminismo. A Pier Paolo piacevano i primati, le fiere, i maschi bestiali. Aveva il senso di colpa che io non ho mai conosciuto. Mamma diceva: ‘Paolo, fai come ti senti, non sbagli mai. Il bambino nasce perfetto, a essere corrotta è la società'. Con Pier Paolo però avevo in comune l'indole. Io non sono coniglio o cerbiatta, sono cacciatrice. Da ragazzo, per necessità, feci anche qualche marchetta.
Tutti prendono ogni cosa alla lettera e di spiritosi, ne sono rimasti pochi. Il suo mestiere ad esempio. La compiango. Spero non viva solo di questo, che qualche marchetta, ogni tanto, la faccia anche lei.
Perché? Poli, salvi qualcuno. 
Monicelli. Mario era un amico vero. Andavamo a mangiare, anche negli ultimi anni. Senza sale, ma con donne sempre meravigliose. Sono veramente felice che si sia buttato di sotto.
Si è liberato.
Fellini l'avrebbe voluta per La dolce vita. 
Rifiutai. A Fellini volevo molto bene, ma onestamente, al di là di qualche scarabocchio, di qualche indimenticabile comparsa nei ruoli minori, che traccia ha lasciato?
E di Visconti cosa ricorda? Una serie di capolavori. 
Qualche visione al massimo. Ma io l'altro Federico l'ho conosciuto bene. Salito dalla provincia per poi incontrare Giulietta Masina che a un certo punto, lo accolse in casa. Io andavo e mi complimentavo: ‘Che belle sedie signora' e lei, feroce: ‘Sono ben 24 Poli, tutta roba mia'.
Mi detestava perché facevo l'università. Era un regista magnifico e stava con quell'attore bellissimo.
Helmut Berger? 
Ma no, Berger venne quando Luchino era già in età da carrozzina. Parlo di Alain Delon.
Cosa? Attori a cui è affezionato? 
Affezionata, prego. Noi vecchie signore teniamo alla forma. Direi mia sorella Lucia che per la passione dei teatrini, a Roma prese anche la Scabbia e Mario Scaccia. Negli ultimi anni non si vergognava più a dire che era finocchio. Sa cosa rispondeva quando gli chiedevano cosa avrebbe fatto se non fosse stato attore?
L'attrice. Allora lo prendevo in giro: ‘Mario, ma che meraviglia, ma come sei disinvolta'. Scritturai anche un suo giovane delfino. Attore mediocre, ma così bello da far dimenticare la tecnica.
Berlusconi? La politica? 
Non me ne importa nulla. I tempi di Craxi con la frusta che insegue le amazzoni al Raphael non esistono più. Rimangono cialtroni, ectoplasmi, figurine sbiadite.
Indifferenza assoluta.
Scalfaro la denunciò. 
Per Santa Rita da Cascia. Vilipendio alla religione. Lo trovò blasfemo. Erano anni in cui andavo in scena vestito da Diavolo e quando con la coda mi sedevo in platea per la gioia di qualche affezionata checca. Giocavo con le parole: "Mi fa male il culo", cose innocenti, facezie.
Cosa pensa di Papa Ratzinger? 
Che basta non andare a baciarla, la Papessa. Quella di oggi poi è anche bruttina. Sa, la vita è strana, la Woityla piaceva di più.

venerdì 16 dicembre 2011

Grave perdita per tutti, è morto Wichy Hassan....

Wicky Hassan, fondatore, azionista di riferimento e anima creativa del Gruppo Sixty, e' scomparso questa mattina a Roma all'eta' di 56 anni al termine di una lunga e coraggiosa lotta contro un tumore. 
''Nel corso degli ultimi quattro anni, da quando gli era stata diagnosticata la malattia, Wicky Hassan ha proseguito ininterrottamente il proprio impegno in azienda preparando con estrema cura il futuro del Gruppo'', spiega una nota del gruppo.
Se ne va così una personalità di riferimento del mondo gay lasciando solo il suo compagno e i suoi figli.
In questo blog ce ne eravamo già occupati in passato quando già malato inviò al Giornalelui un imprenditore orientato a destra, una lettera in cui fa una chiarissima analisi della situazione politica dei gay in Italia con cui, forse, lascia il suo amaro testamento.


Eccolo qua.


Ciao Wichy!